venerdì 24 giugno 2016

Lavoro in corso: Vitamin D

Come ho detto in questi ultimi post, il progetto di maglia che sto realizzando è la mia versione del Vitamin D di Heidi Kirrmaier.



Al momento ho finito lo sprone e una delle due maniche.
I difetti che vedete a livello delle maniche son dati dal filato, che è stato disfato da alcuni progetti e non adeguatamente ricondizionato (per pura pigrizia).

Sto seguendo la taglia M2 perché tendo ad avere una mano piuttosto lenta e preferisco i maglioni in figura a quelli oversize per il mio fisico.
Trovo le spiegazioni ben fatte, chiare, non vedo difetti di vestibilità (per ora), ne' di costruzione a livello di schema generale.

Ora mi è ovvio il perché questo è uno dei pattern più riprodotti di Ravelry: lo trovo davvero incantevole in alcuni punti, pur non essendo particolarmente complesso a livello estetico, ha diverse peculiarità che lo rendono davvero unico e un pezzo perfetto per un guardaroba.

Consiglio caldamente questo modello,

mercoledì 22 giugno 2016

Le straordinarie tecniche di maglia ninjaTM: fare un modello in maglia su misura...

... ovvero come tramutare le misure anatomiche di una persona in quello che ci serve per sviluppare una maglia!

Sembra un'impresa insormontabile, vero?
Invece non lo è, proprio per niente: è più semplice farlo che spiegarlo (ve lo assicuro... LOL)!
Magari un po' di esperienza può aiutare su alcuni passaggi... ma con poche cose e un po' di pazienza, nulla è impossibile!

Ci servono:
  • un metro da sarta, quelli morbidi classici
  • un foglio di carta, una matita e una gomma
  • la persona a cui prendere le misure
La prima cosa da fare è scrivere sul foglio la lista di misure che servono (vi ricordate l'altro post?), quindi circonferenza torace, circonferenza seno, circonferenza vita, circonferenza bacino, larghezza spalle totali, lunghezza manica (se presente), larghezza polso e muscolo (se la manica è presente) e lunghezza capo. Queste sono le misure fondamentali che vi servono in ogni caso, sia questo un maglione da uomo o da donna.
Per un modello da donna, consiglierei anche di prendere come misure l'altezza seno, ossia la misura che parte dalla punta della spalla vicino al collo fino al punto massimo di ampiezza del seno.

Come si prendono le misure?
Non è così difficile, però bisogna essere il più possibile precisi: seguite le indicazioni dei figurini qui sopra e per quanto riguarda le misure del giromanica, questa è dettata da un rapporto di proporzione con la misura della spalla e la misura del torace... è forse la cosa più complessa da sviluppare e quella che viene condizionata dal tipo di manica che si vuole ottenere, perciò per ora vi posso dire che una tg. M donna normalmente usa un 19 cm a dritto filo e una tg. M uomo veste un 22,5 cm a dritto filo di giromanica.

Cosa vuol dire dritto filo?
Vuol dire seguire il dritto della maglia, inteso per una volta identificato un punto del lavoro, ritrovare lo stesso punto ad ogni ferro di lavoro successivo: come probabilmente le più esperte di voi staranno già ragionando, il dritto filo di un lavoro fatto in tondo (tipo i top down e bottom up senza cuciture) non avranno un dritto filo stabilissimo, poiché sviluppati da una spirale e non da ferri di andata e ritorno... ma non divaghiamo.
Il dritto filo ci serve per sapere che siamo dritti, precisi, che il nostro lavoro non ha subito torsioni date dal tipo di lavorazione o dalla ritorsione del filato.
Se non siamo dritto filo, la nostra parte del maglione tenderà a girare per conto suo, creando un difetto estetico e di indosso non indifferente!

Quindi, riguardando il giromanica, la sua misura dritto filo parte dal punto più esterno della spalla, giù dritti fino all'intersezione con la misura del torace.

Per quanto riguarda la misura della lunghezza del capo, quella viene scelta a nostro piacimento: ricordiamoci però di posizionare il metro come per l'altezza seno (quindi misurare davanti e seguendo il punto più ampio del corpo) e arriviamo fino alla lunghezza desiderata.

(Questo ovviamente vale per un maglione basico, senza alcun tipo di messa in forma, quindi niente ferri accorciati, niente allungamenti strategici, eccetera...)

Adesso che abbiamo tutte queste misure, diventeranno così le misure di riferimento per il nostro maglione: le lunghezze che abbiamo scelto vanno usate così come stanno, mentre per le larghezze ragioniamo in questo modo:

Circonferenza seno : 2 = Metà seno
Metà seno - 2 => Schiena
Metà seno +2 => Davanti

Larghezza muscolo (polso) : 2 = Misura in piatto del muscolo (polso)

Ad esempio:

106 : 2 = 53
53 - 2 = 51 (misura della schiena)
53 + 2 = 55 (misura del davanti)

Non è obbligatorio dare questa differenza tra davanti e schiena, però io lo consiglio vivamente poiché aiuta molto visivamente avere eventuali cuciture meno visibili da indossate, portandole così più indietro sul fianco.

Cosa ci facciamo con queste misure? 
Le moltiplichiamo per il nostro campione di riferimento fatto con i ferri e il filato che abbiamo scelto!
Ad esempio, con le misure di prima, se il mio campione 10 cm x 10 cm mi ha dato come risultato 18 maglie e 24 ferri...

Dovrò avviare 100 maglie per la schiena, 108 maglie per il davanti, (cm risultanti per fondo maglia {ho calcolato i cm del fondo in base alla circonferenza bacino - 116 cm ad esempio - quindi 56 cm schiena, 60 cm davanti} x 1,8 - ossia un centimetro del mio campione) se ho scelto di fare un capo lungo 70 cm, del quale voglio lasciare 8 cm di fondo in costa particolare, dovrò lavorare almeno 148 ferri...  e via dicendo!

Se voglio fare un capo senza cuciture?

Se realizziamo un bottom up, quindi dal fondo in su, i dati saranno gli stessi, quindi avvieremo un totale di 190 maglie, divise da un segnapunto a 91 maglie e ad inizio giro.
Se realizziamo un top down, le cose sono leggermente differenti: per quel tipo di capo è necessario basarsi su "ricette" con proporzioni preconfezionate da modificare all'occorrenza... nel caso in cui vogliate necessariamente fare un top down, vi consiglio anche la mia ricetta sui Raglan su misura.


Errata corrige: 
Mentre tornavo a casa dal lavoro stasera, mi è venuto un flash di un discorso labirintico, poco chiaro e in alcuni punti non propriamente corretto in questo post, riguardante l'esempio dell'avvio maglie in base ai cm. Vi chiedo scusa, ieri sera ero veramente fusa dal lavoro (oggi ancor di più dopo 9 h e 1/2 consecutive) e non ho connesso il discorso correttamente. Potete già rileggerlo corretto qui sopra!

lunedì 20 giugno 2016

Maglia: Che cosa significa "destashing"?

Che cosa significa "destashing"?
Molte di noi appassionate di maglia incontriamo questa parola su tutti i siti internet anglofoni, scorrendo i forum di Ravelry e, spesso, viene associato anche alla parola decluttering.

Destashing significa "ridurre lo stash" e "stash", in questo caso, vuol dire i nostri filati accumulati.
Perché tutte noi, in preda al Grande Dio Celeste della Maglia, abbiamo comprato chili e chili di gomitoli che non hanno avuto altra casa di un sacchetto richiudibile Ikea, un progetto bloccato lì sui ferri in attesa di una conclusione che (forse) mai avverrà e via dicendo.

Decluttering significa "eliminare il disordine" (clutter, appunto)... e spesso e volentieri queste due cose vanno a braccetto.

Noi hobbiste abbiamo questo dono di comprare in maniera incontrollata qualsiasi cosa ci sembra indispensabile in quel momento, anche se spesso ne veniamo sovrastate e non sappiamo più da che parte cominciare nell'eventuale riordino.

Se non teniamo in ordine, non sappiamo ciò che realmente abbiamo e tendiamo a ricomprare le stesse cose, convinti di esserne privi... e questo non solo ci crea stress, ma anche un dispendio economico non indifferente (ed è un peccato...).

Riordinando casa ho cominciato a ragionare in maniera diversa riguardo tutto questo, come vi accennavo nei miei post più recenti.

In primis, mi sono prefissa di costruirmi con le mie mani delle capsule collection per ogni stagione, comprensive di 30 capi (120 per l'anno intero) evergreen, su misura, che spaziano dal knitwear al sartoriale, consumando il più possibile il mio stash di stoffe e filati.

Poi non acquisto filati dal maggio del 2014.
Mi dispiace davvero tanto per tutte le bravissime negozianti del Bel Paese, ma sono davvero DAVVERO piena di filo e non posso permettermi di lasciarlo tarmare o di comprarne altro senza uno scopo ben preciso: con quello di cui sono già a disposizione posso costruirmi un signor guardaroba e divertirmi a più non posso, liberando gli spazi e riordinando!

Ho anche parecchio filato che ho recuperato non si sa in preda a che raptus, perciò se non mi verrà in mente cosa farci per me, diventerà o un progetto da regalare (son pur sempre filati buoni!) o filato da regalare ad associazioni o per imbottire peluche...

Per la stoffa, ho diversi scampoli di tappezzeria vintage che potrebbe diventare utile per l'home decor, e per tutti questi progetti come sempre è fondamentale il sito Pinterest (chi non lo conoscesse, farebbe meglio a iscriversi subito!).

Come dicevo qualche post fa, ora sto lavorando ad un Vitamin D, un progetto che ho in coda dai secoli dei secoli e che finalmente mi son decisa di fare.
Il filato è di un lilla anche carino, ma che non penso di portare tanto quanto vorrei: una volta terminato suppongo che lo tingerò in un qualche altro colore - o con i colori alimentari o con le tinture chimiche classiche, probabilmente un viola o un blu scuro.

Per quanto riguarda il riordino di quello che sono già in possesso, probabilmente mi ispirerò a questo post, che contiene un metodo davvero intelligente per organizzare il proprio stash!

E voi? Avete problemi di stash?

venerdì 17 giugno 2016

Lavoro in corso: un abito da cerimonia

un croquis dell'abito, o almeno rende l'idea...
Come ho già detto in qualche post, ormai sto finendo il mio terzo corso di taglio e cucito (questa volta prendo pure il diplomino!): cominciano ad essermi decisamente più chiari alcuni punti di sviluppo di cartamodelli e il loro legame con la vestibilità, sta migliorando anche la mia capacità di confezionare con la macchina da cucire... insomma, sto vedendo i frutti ed è bellissimo!

Questa estate sono stata invitata a due matrimoni, uno dei quali è di una persona a cui tengo particolarmente e per il quale ho deciso di confezionarmi un abito ad hoc, in stile retrò anni '50 (che, come ben sapete, mi dona particolarmente e adoro alla follia) in un bellissimo cotone-seta color blu notte (vedi croquis qui accanto).

Per prima cosa, la messa in carta: ho realizzato un corpetto redingote davanti, riprese laterali dietro, cucitura al centro con ridotto di un altro centimetro a livello del punto vita.
La gonna è invece a faldoni, 4 totali davanti e 4 dietro, partendo da una base di gonna leggermente svasata.
La manica arriva appena sopra il gomito, tagliata normalmente senza arricciature.
Per la rifinitura dello scollo applicherò una paramontura interna fatta con lo stesso tessuto dell'abito, che è sfoderato e rifinito all'interno con zig zag stretto.

Al momento attuale il corpetto è completamente cucito, la gonna ha i faldoni fermati in cucitura per 6 cm dal punto vita: resta solo da cucire il punto vita, rifinire lo scollo, attaccare la zip al fianco e fare gli orli con un sottopunto interno.

Vi lascio con qualche foto dei dettagli...

dettaglio del zig-zag interno
la manica e il redingote del corpetto


dettaglio dei faldoni cuciti
Non appena lo finisco vi prometto qualche foto migliore!

mercoledì 15 giugno 2016

Le straordinarie tecniche di maglia ninjaTM: sviluppare la taglia base in maglieria

Oggi spiegherò, a sommi capi, come scegliere le misure per creare una taglia base in maglieria.

Questo vuole essere un articolo indicativo indirizzato soprattutto a chi vuole cimentarsi al mondo del "design", quindi non vuole basarsi esclusivamente sul proprio fisico ma avere un'idea "standard" dal quale partire; dal mio canto ho deciso che come designer faccio proprio pietà ai sassi, quindi preferisco rimanere quella che sono (una tecnica di maglieria industriale / a mano) e lasciare la creatività a chi ne ha.
Designer, se vi serve quella che vi trova i difetti di vestibilità nei vostri lavori, sono qui! (hihihih)

Nel mondo della moda generalmente la taglia base per l'uomo è la 48 (o, in lettere, la S), per la donna può variare dalla taglia 40 (sempre S in lettere) per i marchi con una linea particolarmente giovane, alla taglia 42 per chi tende a servire un pubblico più eterogeneo.

Non è questo il momento per me di chiarire in dettaglio il fatto che non tutte le taglie 40 portano le stesse misure a parità di design di capo, ma vi basti sapere, a questo punto, che ogni marchio decide quali sono le misure di prototipia da usare, derivate dalle misure anatomiche dei propri modelli di "fitting", ossia modelli specifici (non necessariamente quelli utilizzati nelle sfilate anzi, il più delle volte questi fanno principalmente questo lavoro) che rispecchiano con la loro fisicità quello che per il brand è la base da cui partire.

Ma cosa significano questi numeri? Chi decide cos'è una 48?
In sartoria la taglia numerica corrisponde a metà della circonferenza torace, soprattutto per l'uomo (per la donna ho onestamente qualche dubbio visto che son misure che pratico poco - a livello industriale curo soprattutto maglieria maschile - e che normalmente la circonferenza seno è più grande...).
Quindi, una maglia tg. 48 - S è pensata per vestire un uomo che ha una circonferenza torace di 96 cm, più o meno, quando il fit è regolare, ossia a capo indossato tutto risulta giusto, ne' troppo abbondante, ne' troppo attillato.

Se decidiamo di lavorare ad una gamma taglie numerica, normalmente si sviluppano 9 taglie (dalla 44 alla 60 per l'uomo, dalla 36/38 alla 52 per la donna), progressivamente più grandi e più piccole della nostra base di partenza: come sviluppare le taglie lo affronterò in diversi articoli specifici futuri perché lo scatto taglia è un'argomento ampio, complesso e a cui voglio dedicarmi con più attenzione.
Se invece optiamo per la gamma taglie a lettere, queste tendono a vestire più taglie (ad esempio la S donna può vestire 38-40 o 40-42, la S uomo può vestire 46-48 o 48-50 ecc...) a nostra discrezione sul come il designer preferisce vedere indossato un capo.

Detto questo, partiamo con gli esempi di una taglia base uomo e una donna.
Come si prendono queste misure?
Stendiamo il nostro capo piatto su un tavolo, prendiamo il metro e trascriviamo le misure rilevate: i dati fondamentali sono quelli qui sotto trascritti; ho volutamente saltato determinati numeri nella tabella perché "superflui", fondamentali per uso industriale ma non in questi lidi!



TG. 48 UOMO / TG. 40 DONNA

1) LUNGHEZZA CORPO DA PUNTA SPALLA: 66 CM / 62 CM
2) LARG. MEZZO TORACE: 50 CM / 42 CM
3) LARG. MEZZO FONDO: 44 CM / 44 CM
4) GIROMANICA SBIEGO: 23 CM / 19 CM
5) LARG. SPALLE: 42 CM / 34 CM
8) LUNG. MANICA SINGOLA: 66 CM / 62 CM
9) LARG. MEZZO MUSCOLO: 17.5 CM / 14.5 CM
10) LARG. MEZZO POLSO: 10.5 CM / 8.5 CM
11) LARG. COPPINO: 18.5 CM / 17 CM
12) PROFONDITÀ SCOLLO DAVANTI: 10.5 CM (PER UN GIROCOLLO)
17) LARG. VITA: 46-48 CM / 40-42 CM 

Queste misure sono ovviamente indicative, valide principalmente per un modello girocollo con manica a giro.
Ma la base da cui partire potrebbero essere queste, no?

Poniamo quindi l'esempio di voler realizzare un capo oversize.
Già in partenza possiamo decidere che vesta più taglie in maniera idonea.
Dalla taglia base aggiungiamo 10 cm al mezzo torace, fondo e spalle per crearlo bello ampio, e di questi 10 cm ne diamo 6 alla larghezza dello scollo.
Però visto che le spalle crescono e scendono, è meglio accorciare la lunghezza manica di almeno metà dei cm che abbiamo dato alle spalle (quindi 5 cm) e possiamo anche allargare il muscolo e il giromanica portandoli alla stessa misura (manica a "tappo").
Visto che è un capo over, elimino la vita e faccio un fianco dritto (in gergo, viene definito un capo a scatoletta).

Dopo queste modifiche, le misure sono queste per la tg. 40 donna:

1) LUNGHEZZA CORPO DA PUNTA SPALLA: 62 cm
2) LARG. MEZZO TORACE: 52 cm
3) LARG. MEZZO FONDO: 54 cm
4) GIROMANICA SBIEGO: 21 cm
5) LARG. SPALLE: 44 cm
8) LUNG. MANICA SINGOLA: 57 cm
9) LARG. MEZZO MUSCOLO:  21 cm
11) LARG. COPPINO: 22 cm

Da qui possiamo virtualmente decidere di fare come vogliamo, cambiare radicalmente l'aspetto del capo modificando misure e proporzioni tra queste... le possibilità sono infinite!
Compiliamo e scegliamo quindi questi dati solo in base alla vestibilità che vogliamo dare al capo (over, normale, attillato, spalla scesa, maniche 3/4, ecc...), consideriamo anche il crollo dato dal peso e lo spessore della maglia stessa: un maglione e un cappotto fatti con un filato bulky non saranno fatti con le stesse misure, perché mentre uno può essere portato a contatto pelle, l'altro nasce già con l'idea di essere un soprabito, quindi presuppone che al di sotto ci si debba vestire... e questi di sicuro non avranno le stesse misure di un capo fatto con filato fingering, perché i primi pesano di più e crollano verso il pavimento a causa della gravità!

lunedì 13 giugno 2016

Progetto destashing, Capitolo Uno: della maglia e della lana

Dopo aver passato gli ultimi tre anni a presentarmi solo sporadicamente in queste pagine, giusto per dire "sono viva, sto ristrutturando", mi sembra doveroso raccontare di alcune delle decisioni che ho preso riguardo le mie cose.

Non ho mai tenuto nascosto di avere troppo per casa, tanto che mi son ritrovata a pensare a posteriori di essere stata un'inconsciente da non valutare eventuali rischi d'incendio.
Allo stesso tempo sono sempre stata una persona dai mille interessi, cresciuta da un uomo nato nel 1938 che nella vita per molti anni non aveva niente e che credeva fermamente nel "pol sempre servir" (può sempre servire).

Quindi ho accumulato quantità vergognose di tutto, proprio per questa filosofia di vita.
Non è del tutto sbagliato, ma come dice il motto "in medio stat virtus", la virtù sta nel mezzo.

Nella puntata di oggi voglio dedicarmi allo scopo principe di questo blog, ossia la maglia: escludendo la libreria che ho riempito di libri e pubblicazioni riguardanti il tema, il problema principale era il filo.
Ne ho talmente tanto che credo veramente non mi basterà la vita per finirlo, davvero.
Ed è un peccato mortale, perché sono soldi spesi che potevano essere investiti in altro; perché alcuni filati davvero non so cosa mi abbia preso nel cervello per averli recuperati e portati in casa.
Ho deciso di non comprare più filati finché non abbia finito almeno 3/4 di quella che mi ritrovo: i progetti da fare ci sono (ho una queue di Ravelry che fa spavento), il tempo se ottimizzato al meglio pure.

In primis, ho finito Holly di Kaffe Fassett, l'anno scorso.
Era un progetto in corso da un tempo vergognosamente lungo, ma anche un "accumulo" di filato da finire.
L'emozione che ho provato quando ho cucito l'ultima parte è stata impagabile e ha dato spinta a quello che adesso è un po' di mesi che sto facendo.

Al momento attuale, da ottobre dell'anno scorso ho finito una maglia / felpa ai ferri basata sulla Edge Hoodie di Veronik Avery, una sciarpa / scialle per un'amica basato sul Reyna di Noora Laivola e adesso sto lavorando ad un Vitamin D di Heidi Kirrmaier con della Baby Alpaca Silk di Drops comprata più di un lustro fa e facente parte di più progetti froggati...

Sto attuando anche la stessa politica con quello che deriva dal corso di cucito, onde incappare nella stessa problematica: acquisto stoffa solo con progetti chiari in mente e non compro niente finché non finisco tutto quello che ho di vecchio impiantato / stoffe accumulate.

Sembra un po' restrittiva come cosa, ma allo stesso tempo posso dire che mi sto godendo di più i miei hobby, perché riesco a dedicarci me stessa con un obiettivo chiaro in mente e desiderando il risultato; sto risparmiando più denaro, che non è mai brutto di questi tempi; sto realizzando progetti che indosso veramente tanto al punto che, eccettuato per l'intimo, i jeans, le scarpe e un paio di canotte trovate a un prezzo ridicolo, non sto comprando più niente da vestire da quasi 3 anni... perché mi realizzo su misura tutto ciò che desidero... ed è impagabile!

venerdì 10 giugno 2016

Lavoro in corso: un album di famiglia

Con il riordino / ristrutturazione di casa, ho scoperto una moltitudine di foto e memorabilia vari, riguardanti non solo i miei genitori ma anche la sottoscritta.
Soprattutto moltissimi ritratti di me da bambina, raccolte in maniera sconclusionata in centocinquantamila raccoglitori diversi, in assoluto disordine cronologico... ne ho trovate una quantità innumerevole nei funzionalmente orrendi album di plastica morbidi che in passato i fotografi donavano assieme alle foto sviluppate...  e la restante infinità "seminate" nei cassetti o tra i libri.

Così ho deciso di rimboccarmi le maniche e unire il grande "destashing" che sto effettuando a casa (ve ne parlerò più in dettaglio Lunedì prossimo) con la necessità di organizzare tutti questi ricordi che ho incontrato... e di parlarvene un po' in dettaglio dandovi dei consigli se, come me, dovreste incappare in questa necessità.

una pagina a caso e alcune cose che sto usando per il progetto
Per prima cosa, mi son detta niente panico.

Ho riempito la scatola verde di Ikea che vedete nella foto di una moltitudine di foto senza date, riferimenti stagionali palesi e, nel mio caso, di cui non ho ricordo alcuno: non ho nemmeno una memoria storica che può darmi aneddoti o motivazioni per il quale alcune di loro siano state scattate in primis... perciò farmi prendere dallo sconforto poteva sembrare un probabile scenario.

Ho passato in rassegna tutto il mega malloppone, non ho avuto fretta di finire e ancor oggi che vi scrivo non ho finito... questo è effettivamente un progetto a cui mi dedico solo quando ho voglia e sono in vena, altrimenti sono sicura che lo trasformerei in una piaga senza fine.

Ho eliminato subito e senza pietà foto che avevano soggetti completamente sfocati (ci ho riflettuto solo se erano "pezzi unici", ritratti unici di persone care, ricordi veramente felici...), con occhi rossi, foto con le dita (a meno che non potessi ridimensionarle), esemplari quadrupli dello stesso soggetto nella stessa identica situazione e con la stessa posa.

un collage di foto del primo album mai fatto da mia madre, foto recuperate e parti compilate di quell'album...
Fatto questo, ho scandagliato tutti i ritratti in cui avevo lo stesso "outfit" e ho cercato di capire che età potessi avere guardandone altre e unificando quelle nei quali i miei lineamenti mi sembravano gli stessi e ho cercato di "metterle in ordine", tenendo da parte quelle che potevo raggruppare per altri argomenti (tipo "Paola al mare", primi giorni d'asilo, ...).

Ho recuperato tutta una serie di quaderni avanzati dai miei trascorsi scolastici e, nonostante le copertine orrende, ho cominciato a riempirne uno mixando il semplice "album" allo scrapbooking, utilizzando washi tape, pennarelli, cornici di carta, timbri... inserendo nomi delle persone con cui ero ritratta, occasione (se la ricordavo) in modo che anche in un futuro, avessi mai dei figli, potrebbero ricollocare il "chi è chi" autonomamente... e poi l'obiettivo finale è racchiudere poi tutti questi album artigianali in una sorta di mega-midori (sempre faidate) dove riporre tutte le mie foto fino alle medie.


Proprio perché queste sono foto che non ho intenzione di sconvolgere nuovamente di posizione e che ho deciso che non metterò esposte per casa in cornici (ho deciso che voglio esporre le più belle dell'annata appena trascorsa mie e di Rob e cambiarle non appena finisce l'anno); per quanto riguarda invece le più recenti mi sono dotata di "triangolini adesivi" tipo questi qui di Herma che ho trovato su Amazon, così da poter avere un'alternativa low cost al Project Life di Becky Higgins.

Per quanto riguarda le foto recenti e quindi appartenenti all'era digitale, ho deciso di non procrastinare a lungo l'editing e la stampa di ciò che scatto anche se, onestamente parlando, è quasi un anno che non prendo in mano la macchina fotografica seriamente (*cough - cough*).

Vi lascio con una morale che ho imparato da questo "infame" lavoro in corso: quasi tutte foto che non avevano almeno una persona ritratta, eccettuato forse una decina in mezzo alle migliaia che ho selezionato della mia infanzia, sono finite nel cestino.
Quindi, a meno che non siate dei fenomenali paesaggisti o le collochiate direttamente all'interno di un diario di viaggio e quindi siano "contestualizzate", cancellatele senza pietà...
Se trovate un paesaggio meraviglioso e siete in compagnia, scattate la foto con una persona e il paesaggio, se siete soli, fatevi un selfie.
Altrimenti potrebbero fare la fine di tutti i paesaggi senza nome e cognome che son finiti nel mio bidone del secco non riciclabile.

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